martedì 26 maggio 2009
incidente mortale alla raffineria dei sig.ri moratti
Intossicazione da azoto. Il primo è caduto nel serbatoio; i compagni hanno tentato di intervenire
L'incidente alla Saras di Sarroch (gruppo Moratti), una delle più grandi d'Europa
Sardegna, tre morti in raffineria
"Hanno cercato di salvarsi a vicenda"
Dipendenti di una società che ha in appalto la manutenzione. Il cordoglio di Napolitano
CAGLIARI - Sono morti in tre nella grande raffineria Saras a Sarroch vicino a Cagliari. Il primo è caduto nel serbatoio intossicato dall'azoto; gli altri due hanno perso la vita perché volevano salvare il compagno. Dovevano pulire un serbatoio dell'impianto di desolforazione. I vapori letali non hanno lasciato scampo. Alla squadra apparteneva un quarto collega, Gianluca Fazio, intossicato anche lui, ma sopravvissuto: "Il primo ad entrare nella cisterna è stato Pierluigi Solinas, Gigi come lo chiamavamo tutti. Doveva controllare quali strumenti portare per iniziare il lavoro. Si è sentito subito male ed è cascato dentro la cisterna. Ho tirato la corda che lo legava ma non riuscivo ad estrarlo. Un operaio lì vicino ha chiamato gli altri due. Bruno - Bruno Muntoni - non ci ha pensato su ed è entrato ma i vapori hanno ucciso anche lui. Allora è toccato a Daniele Melis che ha indossato una maschera antigas e si calato nel serbatoio, ma è successo qualcosa e anche lui è morto".
Doveva essere un'operazione di routine. Era un'operazione consueta quella ordinata questo pomeriggio agli operai nella grande raffineria Saras della Sardegna. Pulire un serbatoio ma la routine si è trasformata in tragedia. I medici del 118 ma non hanno potuto che constatare il decesso in attesa del medico legale, che dovrà accertarne le cause, e del magistrato di turno cui spetterà il compito di indagare sull'incidente.
Sciopero di otto ore. I tre lavoratori erano dipendenti di una ditta esterna, la Co.me.sa. srl, 170 persone, specializzata proprio nella manutenzione di impianti industriali. Bruno Muntoni, 56 anni, sposato e padre di tre figli; Daniele Melis, 28 anni, e Pierluigi Gigi Solinas, di 27, erano di Villa San Pietro, paese a 30 chilometri da Cagliari e pochi chilometri dagli impianti della Saras. Domani la raffineria resterà chiusa: Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero di otto ore.
"Rischiamo la vita per 900 euro". Già due anni fa, in quella stessa raffineria, morì un altro operaio schiacciato da un crollo di pesanti tubi. "Rischiamo la vita tutti i giorni per 900 euro al mese", denuncia un dipendente di una ditta appaltatrice a cui appartenevano i tre operai morti intossicati. "Facciamo turni massacranti e senza riposi. Non si può morire così".
"Qualcuno non ha bonificato il serbatoio". Il segretario generale della Cgil sarda, Enzo Costa, punta l'indice sulla mancata bonifica dell'impianto: "L'unica cosa certa che si può dire è che i tre operai sono stati ammazzati dal gas. Per entrare in un serbatoio come quello, servono prove di esplosività e bonifiche che forse non sono state fatte".
Raffineria tra le più grandi d'Europa. La raffineria Saras appartiene al gruppo della famiglia Moratti, è tra le più grandi d'Europa: rappresenta circa il 15% della capacità totale di raffinazione in Italia, 110 mila barili raffinati al giorno, 3.000 persone impiegate. In queste settimane gli impianti sono interessati da una serie di interventi di manutenzione programmata. La società ha espresso immediatamente il dolore e il cordoglio per l'accaduto. I fratelli Massimo e Gianmarco Moratti sono partiti subito per la Sardegna.
Il cordoglio di Napolitano. Il presidente della Repubblica ha espresso ''partecipazione e vicinanza'' ai familiari dei tre operai morti. Giorgio Napolitano, oggi a Firenze, ha avuto un contatto telefonico con il prefetto di Cagliari a cui ha chiesto informazioni sull'incidente. "Un'ennesima tragica notizia", ha detto il presidente della Camera. Partecipando al convegno ospitato a Montecitorio "Il lavoro che cambia", Gianfranco Fini ha invitato i presenti in sala a tributare un minuto di silenzio alle tre vittime.
QUESTO LO SAPPIAMO BENISSIMO L'ESPOSIZIONE ALL'H2S PROVOCA LA MORTE IMMEDIATA...MA LE NOSTRE ISTITUZIONI TACCIONO....E QUESTO Può AVVENIRE ANCHE NELLA CITTÀ DI ORTONA NELLA NOSTRA CARA ABRUZZO.....
L'incidente alla Saras di Sarroch (gruppo Moratti), una delle più grandi d'Europa
Sardegna, tre morti in raffineria
"Hanno cercato di salvarsi a vicenda"
Dipendenti di una società che ha in appalto la manutenzione. Il cordoglio di Napolitano
CAGLIARI - Sono morti in tre nella grande raffineria Saras a Sarroch vicino a Cagliari. Il primo è caduto nel serbatoio intossicato dall'azoto; gli altri due hanno perso la vita perché volevano salvare il compagno. Dovevano pulire un serbatoio dell'impianto di desolforazione. I vapori letali non hanno lasciato scampo. Alla squadra apparteneva un quarto collega, Gianluca Fazio, intossicato anche lui, ma sopravvissuto: "Il primo ad entrare nella cisterna è stato Pierluigi Solinas, Gigi come lo chiamavamo tutti. Doveva controllare quali strumenti portare per iniziare il lavoro. Si è sentito subito male ed è cascato dentro la cisterna. Ho tirato la corda che lo legava ma non riuscivo ad estrarlo. Un operaio lì vicino ha chiamato gli altri due. Bruno - Bruno Muntoni - non ci ha pensato su ed è entrato ma i vapori hanno ucciso anche lui. Allora è toccato a Daniele Melis che ha indossato una maschera antigas e si calato nel serbatoio, ma è successo qualcosa e anche lui è morto".
Doveva essere un'operazione di routine. Era un'operazione consueta quella ordinata questo pomeriggio agli operai nella grande raffineria Saras della Sardegna. Pulire un serbatoio ma la routine si è trasformata in tragedia. I medici del 118 ma non hanno potuto che constatare il decesso in attesa del medico legale, che dovrà accertarne le cause, e del magistrato di turno cui spetterà il compito di indagare sull'incidente.
Sciopero di otto ore. I tre lavoratori erano dipendenti di una ditta esterna, la Co.me.sa. srl, 170 persone, specializzata proprio nella manutenzione di impianti industriali. Bruno Muntoni, 56 anni, sposato e padre di tre figli; Daniele Melis, 28 anni, e Pierluigi Gigi Solinas, di 27, erano di Villa San Pietro, paese a 30 chilometri da Cagliari e pochi chilometri dagli impianti della Saras. Domani la raffineria resterà chiusa: Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero di otto ore.
"Rischiamo la vita per 900 euro". Già due anni fa, in quella stessa raffineria, morì un altro operaio schiacciato da un crollo di pesanti tubi. "Rischiamo la vita tutti i giorni per 900 euro al mese", denuncia un dipendente di una ditta appaltatrice a cui appartenevano i tre operai morti intossicati. "Facciamo turni massacranti e senza riposi. Non si può morire così".
"Qualcuno non ha bonificato il serbatoio". Il segretario generale della Cgil sarda, Enzo Costa, punta l'indice sulla mancata bonifica dell'impianto: "L'unica cosa certa che si può dire è che i tre operai sono stati ammazzati dal gas. Per entrare in un serbatoio come quello, servono prove di esplosività e bonifiche che forse non sono state fatte".
Raffineria tra le più grandi d'Europa. La raffineria Saras appartiene al gruppo della famiglia Moratti, è tra le più grandi d'Europa: rappresenta circa il 15% della capacità totale di raffinazione in Italia, 110 mila barili raffinati al giorno, 3.000 persone impiegate. In queste settimane gli impianti sono interessati da una serie di interventi di manutenzione programmata. La società ha espresso immediatamente il dolore e il cordoglio per l'accaduto. I fratelli Massimo e Gianmarco Moratti sono partiti subito per la Sardegna.
Il cordoglio di Napolitano. Il presidente della Repubblica ha espresso ''partecipazione e vicinanza'' ai familiari dei tre operai morti. Giorgio Napolitano, oggi a Firenze, ha avuto un contatto telefonico con il prefetto di Cagliari a cui ha chiesto informazioni sull'incidente. "Un'ennesima tragica notizia", ha detto il presidente della Camera. Partecipando al convegno ospitato a Montecitorio "Il lavoro che cambia", Gianfranco Fini ha invitato i presenti in sala a tributare un minuto di silenzio alle tre vittime.
QUESTO LO SAPPIAMO BENISSIMO L'ESPOSIZIONE ALL'H2S PROVOCA LA MORTE IMMEDIATA...MA LE NOSTRE ISTITUZIONI TACCIONO....E QUESTO Può AVVENIRE ANCHE NELLA CITTÀ DI ORTONA NELLA NOSTRA CARA ABRUZZO.....
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3 commenti:
LA TRAGEDIA DI CAGLIARI E' SIMILE ALL'INCIDENTE DELLA TRUCK CENTER DI MOLFETTA...RESPONSABILE E' L'H2S, PRESENTE NELLE LAVORAZIONI DELLO ZOLFO. NON E' RESPONABILE ANCHE QUI LA RAFFINERIA, CHE HA IMMESSO NELLA CISTERNA L'H2S?
LA TRAGEDIA DI CAGLIARI E' SIMILE ALL'INCIDENTE DELLA TRUCK CENTER DI MOLFETTA...RESPONSABILE E' L'H2S, PRESENTE NELLE LAVORAZIONI DELLO ZOLFO. NON E' RESPONABILE ANCHE QUI LA RAFFINERIA, CHE HA IMMESSO NELLA CISTERNA L'H2S?
come sappiamo l'h2s e un gas tossica che avviene durante la desolvorizzazzione cioè durante la raffinazione del petrolio...può darsi che nella cisterna c'era acqua e polvere e si e sprigionato questo gas. Oppure c'era del residuo di petrolio grezzo...
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